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Olio di ricino: i benefici nascosti che non ti aspetti

Ti sei mai chiesto perché un olio utilizzato da secoli in ambito medico e cosmetico continui ancora oggi a essere così discusso e apprezzato? 

L’olio di ricino è una sostanza utilizzata da secoli in ambito medico e cosmetico e continua ancora oggi a suscitare interesse. Spesso associato a usi tradizionali molto noti, questo olio vegetale nasconde in realtà proprietà interessanti, legate a una composizione chimica piuttosto particolare.

Comprendere a cosa serve davvero l’olio di ricino, come utilizzarlo correttamente e quali benefici può offrire a pelle e corpo permette di andare oltre i luoghi comuni e di inserirlo in modo più consapevole nelle routine di benessere.

Per cosa si usa l’olio di Ricino?

L’olio di ricino è un olio vegetale ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi della pianta Ricinus communis. Dal punto di vista chimico, si distingue dagli altri oli per l’elevata concentrazione di acido ricinoleico, un acido grasso monoinsaturo che rappresenta circa il 90% della sua composizione. È proprio questa caratteristica a conferire all’olio di ricino molte delle sue proprietà funzionali.

Tradizionalmente, l’olio di ricino è stato utilizzato:

  • Come lassativo (uso orale, oggi meno diffuso e sempre sotto controllo medico);
  • Come emolliente e protettivo cutaneo;
  • Come supporto nella cura di capelli, ciglia e sopracciglia;
  • Come coadiuvante per il benessere muscolare e articolare in applicazione topica.

In ambito moderno, l’utilizzo è prevalentemente esterno, soprattutto in campo cosmetico e dermocosmetico. L’olio di ricino è apprezzato per la capacità di creare un film protettivo sulla pelle, ridurre la perdita di acqua transepidermica e favorire condizioni favorevoli al rinnovamento cutaneo. Non agisce come un semplice idratante, ma come un olio funzionale che contribuisce al mantenimento dell’equilibrio della barriera cutanea.

Dove si può mettere l’olio di ricino?

Una delle domande più comuni riguarda le zone di applicazione dell’olio di ricino. La sua consistenza densa e viscosa lo rende adatto a trattamenti mirati più che a un uso esteso e quotidiano su ampie superfici.

L’olio di ricino può essere applicato su:

  • Pelle del viso in quantità controllate e preferibilmente la sera;
  • Zone secche o ispessite come gomiti, talloni e ginocchia;
  • Unghie e cuticole per migliorarne elasticità e resistenza;
  • Capelli, ciglia e sopracciglia come trattamento nutriente;
  • Zone muscolari o articolari per massaggi localizzati.

Dal punto di vista tecnico, l’olio di ricino ha una bassa velocità di assorbimento, motivo per cui viene spesso miscelato con altri oli vegetali più leggeri come jojoba o mandorle dolci. Questo non ne riduce l’efficacia, ma ne migliora la stendibilità e il comfort di utilizzo. È comunque consigliabile effettuare un test cutaneo preliminare, soprattutto in caso di pelle sensibile.

Cosa fa l’olio di ricino alla pelle del viso?

Applicato correttamente, l’olio di ricino può offrire diversi benefici alla pelle del viso, soprattutto quando l’obiettivo è rinforzare la barriera cutanea piuttosto che “ungere” la pelle.

Dal punto di vista fisiologico, l’olio di ricino:

  • Contribuisce a ridurre la disidratazione creando una barriera protettiva;
  • Favorisce un ambiente cutaneo più stabile;
  • Aiuta a mantenere la pelle elastica e morbida;
  • Può avere un’azione lenitiva sulla pelle stressata o arrossata.

Non è considerato comedogenico in senso assoluto, ma la sua densità richiede attenzione. Su pelli miste o a tendenza acneica è preferibile utilizzarlo in micro-dosi o come trattamento localizzato. Su pelli secche, mature o esposte a stress ambientali può invece risultare particolarmente utile, soprattutto come supporto notturno.

È importante chiarire che l’olio di ricino non è un trattamento farmacologico per problematiche dermatologiche, ma un coadiuvante cosmetico che agisce sul comfort e sulla funzionalità cutanea.

Quali sono i benefici dell’olio di ricino per il corpo?

L’olio di ricino trova ampio spazio anche nella cura del corpo, grazie alle sue proprietà emollienti e alla capacità di migliorare la sensazione di elasticità dei tessuti.

I principali benefici per il corpo includono:

  • Idratazione profonda delle zone secche come piedi e mani;
  • Supporto alla flessibilità cutanea utile in presenza di pelle che “tira”;
  • Azione protettiva contro agenti esterni;
  • Miglior comfort muscolare se utilizzato per massaggi localizzati.

Nel contesto sportivo o di attività fisica regolare, l’olio di ricino può essere utilizzato come olio da massaggio, soprattutto su aree soggette a rigidità o affaticamento. Non ha un’azione antinfiammatoria diretta paragonabile a quella di un farmaco, ma il massaggio con un olio viscoso e stabile favorisce il rilassamento dei tessuti superficiali e la percezione di sollievo.

Può risultare utile anche nei percorsi di cura del corpo a lungo termine, ad esempio per contribuire al mantenimento dell’elasticità cutanea durante cambiamenti di peso o periodi di allenamento intenso, quando la pelle è sottoposta a un maggiore stress meccanico.

Un altro ambito di utilizzo interessante è quello degli impacchi localizzati, in cui l’olio di ricino viene applicato sulla zona interessata e lasciato agire per un tempo prolungato, spesso coprendo l’area con un panno caldo. Questo tipo di applicazione viene utilizzato soprattutto per favorire il rilassamento dei tessuti superficiali, migliorare il comfort locale e sostenere la percezione di benessere, grazie alla combinazione tra azione occlusiva dell’olio e calore, che aumenta la vasodilatazione cutanea.

Perché facevano bere l’olio di ricino?

Accanto all’uso topico, l’olio di ricino è storicamente noto per il suo effetto lassativo, motivo per cui in passato veniva fatto bere sia in ambito medico sia, in alcuni periodi storici, in modo improprio e coercitivo. Dal punto di vista fisiologico, l’effetto lassativo è legato all’elevata presenza di acido ricinoleico, che, una volta ingerito, viene liberato nell’intestino tenue grazie all’azione delle lipasi pancreatiche. Questa sostanza stimola specifici recettori (EP3) presenti nella mucosa intestinale, aumentando la motilità peristaltica e la secrezione di liquidi nel lume intestinale, con conseguente accelerazione del transito fecale.

Per queste caratteristiche, l’olio di ricino è stato a lungo utilizzato come rimedio contro la stitichezza occasionale, soprattutto prima della diffusione dei moderni lassativi. La sua azione è relativamente rapida e intensa, motivo per cui veniva considerato efficace in situazioni di stipsi marcata.

Va però chiarito che proprio questa potenza d’azione rappresenta anche il principale limite dell’uso orale. L’assunzione di olio di ricino può provocare effetti collaterali significativi, tra cui crampi addominali, diarrea profusa, nausea, disidratazione e alterazioni dell’equilibrio elettrolitico, soprattutto se usato in dosi non controllate o in modo ripetuto. Per questo motivo, oggi il suo impiego come lassativo è fortemente ridimensionato e deve avvenire esclusivamente sotto indicazione e supervisione medica.

In ambito moderno, l’olio di ricino trova quindi applicazione soprattutto esterna, in campo cosmetico e per il benessere cutaneo, mentre per il trattamento della stitichezza si preferiscono approcci più sicuri e graduali, come modifiche alimentari, aumento dell’apporto di fibre e liquidi o l’uso di lassativi con un profilo di tollerabilità meglio definito.

L’olio di ricino è molto più di un rimedio tradizionale: è un olio vegetale con una composizione unica, che lo rende particolarmente interessante per la cura della pelle, del viso e del corpo. I suoi benefici non sono immediati o spettacolari, ma progressivi e funzionali, soprattutto se utilizzato con consapevolezza e continuità.

Capire per cosa si usa, dove applicarlo e quali effetti aspettarsi permette di integrarlo correttamente nella propria routine di benessere, evitando usi impropri o aspettative irrealistiche. Il valore dell’olio di ricino risiede nella sua capacità di supportare i processi naturali del corpo in modo graduale e senza forzature. Allo stesso tempo, in presenza di condizioni cutanee specifiche, irritazioni persistenti, allergie, problematiche dermatologiche o dubbi legati al proprio caso, è sempre importante rivolgersi a specialisti qualificati: il parere di un professionista consente di valutare se e come utilizzarlo in sicurezza.